You are viewing [info]giup's journal

Previous 10

Sep. 8th, 2011

harrypotter

Yes No Maybe

Apr. 17th, 2011

wait

La colonna spezzata

la colonna spezzata 1944

Apr. 6th, 2011

juju

The Black Swan

È da un po’ di tempo che volevo scrivere questo post. Da quando ho visto il film Black Swan di Darren Aronofsky, con Natalie Portman e Vincent Cassel. Il film, presentato all’apertura della Mostra del Cinema di Venezia nel 2010, racconta la messa in scena de Il lago dei cigni da una compagnia di balletto; dove il direttore decide di sostituire la prima ballerina, scatenando così la rivalità tra ballerine. La nuova prima ballerina si ritroverà a dover interpretare Odette (il cigno bianco) e Odile (il cigno nero) e a sondare il suo io più profondo, per trovare l’oscuro cigno nero che è in lei.

Il lago dei cigni è forse il più famoso e conosciuto, anche da chi non è un esperto, tra i balletti di danza classica. Musicato da Cajkovskij, fu composto tra il 1875 e il 1876; strutturato in quattro atti, fu messo in scena per la prima volta al teatro Bolshoi di Mosca nel 1877. La storia parla della principessa Odette che, trasformata in cigno di giorno e in fanciulla di notte da uno stregone, si innamora del principe Siegfried. Il loro amore viene contrastato dallo stregone Rothbart e dalla figlia Odile, che si presenta con l’aspetto di Odette per confondere e far innamorare il principe. Esistono, due finali alternativi al racconto. Nel primo Siegfried,  accortosi dell’inganno, combatte contro lo stregone ma ha la peggio, così per amore di Odette, prende la spada e si uccide spezzando l’incantesimo, Odette non è più cigno, mentre Siegfried torna in vita e insieme possono coronare il loro sogno d’amore. Nel secondo, invece, Siegfried corre da Odette, che morente piange il suo destino. I due si ricongiungono, ma una tempesta li inghiotte nel lago, e solo alla fine di questa le loro anime si riuniranno.
Ciò che più colpisce di questa storia e della sua rappresentazione è il dualismo cigno bianco/cigno nero, non a caso nel balletto entrambi i ruoli vengono interpretati dalla stessa ballerina. Bianco e nero, sacro e profano, bene e male.    

Questo poi mi fa pensare alla Teoria del cigno nero, elaborata da Nassim Nicholas Taleb, il quale usa il termine cigno nero per indicare un qualsiasi evento che va oltre ogni aspettativa. La storia è un po’ questa: Per un europeo del XVI secolo i cigni potevano essere solo di colore bianco; addirittura “cigno nero” era una dichiarazione comune di impossibilità, riferendosi alla frase latina “rara avis in terris nigroque simillima cygno”, ovvero un uccello raro nelle terre assomiglia a un cigno nero, frase ovviamente detta in un tempo in cui i cigni neri ancora non esistevano, o meglio non erano conosciuti. Questa convinzione sopravvisse fino a quando nel mondo conosciuto, l’Europa, ci furono solo cigni bianchi. Durante una spedizione olandese in Australia fu scoperto il cigno nero, e la percezione di ogni europeo dovette cambiare. Il termine quindi si trasforma, ciò che prima era impossibile può essere cambiato, ridefinito, smentito; si cerca sempre di trovare una causa a tutti gli eventi, basando le proprie convinzioni o ipotesi sulla propria esperienza passata. Taleb sostiene che non potremmo mai prevedere gli eventi più importanti, perché non sono mai accaduti, ma gli eventi casuali e completamente imprevisti accadono continuamente. Esempi presi dalle teorie di Taleb di eventi che finché non sono successi nessuno poteva prevederli sono: la prima guerra mondiale, l’11 Settembre, il personal computer, Internet. I criteri su cui Taleb fonda la teoria del cigno nero sono principalmente tre:
  1. l’evento è una sorpresa per l’osservatore, poiché prima di accadere si trova al di fuori delle aspettative comuni;
  2. l’evento ha un impatto maggiore, dopo la sua prima apparizione che provoca un forte impatto;
  3. l’evento viene razionalizzato che col senno di poi lo si poteva prevedere, la natura umana ci fa trovare delle scuse, delle spiegazioni, dopo il fatto, rendendolo così spiegabile e prevedibile.
Come dice Taleb: “Un piccolo numero di Cigni Neri spiega quasi tutto nel nostro mondo, dal successo delle idee e delle religioni, alla dinamica degli eventi storici, agli elementi della nostra vita personale”.

Non posso non inserire come finale Matthew Bourne e il suo personalissimo Swan Lake:
 

Feb. 9th, 2011

juju

Big fish

Fin da quando ero piccola non ho mai capito la storia del pesce grande nello stagno piccolo. Non ho mai capito se sia meglio essere un pesce grande in un piccolo laghetto abitato da tanti pesci piccoli, o è preferibile fare il pesce piccolo in un vasto mare pieno di possibilità, ma anche di pericoli? Le opportunità sono tante da entrambe le parti. Non so. Il pesce grande in uno stagno piccolo ha una vita confortante e sicura, lui è unico tra pochi; il pesce piccolo in mare aperto, invece, ha molte sfide e pericoli da affrontare ma se riesce in quel che fa, diventa unico tra molti.
Sinceramente il pesce grande in uno stagno piccolo mi fa un pò tristezza, me lo immagino come quei tizi tutti pieni di se che in realtà non sono nessuno. Che fanno gli spacconi e si vantano di un bel niente. Ma se fosse invece un bravo pesce, giudizioso e buono con gli altri, questo cambierebbe le cose. Forse il problema è solo mio, i pesci vivono serenamente indipendente se grandi o piccoli e non importa dove, anche nella boccia di vetro che tenevo in soggiorno da piccola. Credo proprio di non poter capire, in fondo non sono un pesce.

Dec. 28th, 2010

cook

Gingerbread (biscotti di pan di zenzero)

Grazie alla mia cara amica Emi, che mi ha passato la ricetta, in questo periodo mi sono cimentata nella ricetta natalizia dei biscotti di pan di zenzero. Nulla di difficile e, a parte le 5-6 ore di attesa per l'impasto, non è nemmeno una ricetta che impegna molto tempo.
Quindi ecco qui la ricetta:

Tempo di preparazione e cottura: 20 minuti più 10 minuti per ogni teglia. Da contare anche 5-6 ore di riposo dell'impasto, che conviene preparare il giorno prima.

Ingredienti

420 g farina 00
100 g zucchero
120 g burro morbido
160 ml melassa (o sciroppo d'acero o miele d'acacia)
1 uovo grande
3/4 di cucchiaino bicarbonato
1/4 di cucchiaino sale
2 cucchiaini zenzero in polvere
1 cucchiaino cannella in polvere
1/4 di cucchiaino noce moscata in polvere (3 o 4 grattate all'incirca)
1/4 di cucchiaino chiodi di garofano in polvere (2 o 3 chiodi di garofano pestati)




Preparae due terrine, nella prima mescolare bene la farina con le spezie, il bicarbonato e il sale; nella seconda e più grande, lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto uniforme e spumoso. Aggiungere poi l'uovo e la melassa (io ho usato il miele) continuando a lavorare. Unire infine la prima terrina con la farina e le spezie un pò alla volta. Si otterrà un impasto molto morbido e scuro.
Dividere il composto in due parti, avvolgerle con la pellicola trasparente e mettere a riposo in frigo per almeno 5 o 6 ore.
Passare le 6 ore, riprendere i due composti dal frigo e nel frattempo preriscaldare il forno a 180°. Con il mattarello stendere una sfoglia di 4-5 mm di spessore e iniziare a fare i biscotti con le formine, che verranno poi posate sulla teglia ricoperta di carta forno, un pò distanziati tra loro nell'evitare che si "incollino" tra loro in forno.
Se si vuole appendere i biscotti poi all'albero di Natale, basta praticare un forellino per far passare il filo; il foro dovrà essere piuttosto largo poichè in cottura tenderà a chiudersi.
Cuocere in forno per circa 10 minuti. I biscotti saranno cotti quando non sono più troppo morbidi e i bordi tenderanno a scurirsi. Sfornare subito e lasciarli raffreddare per un paio di minuti.



Per la decorazione io ho usato palline colorate di zucchero e gocce di cioccolato che ho applicato sui biscotti prima di infornarli. Ma ovviamente ci sono mille modi per poter decorare i biscotti, la mia amica Emi, ad esempio, ha pennellato i biscotti una volta cotti con del latte e poi li ha passati nello zucchero di canna. La ricetta, invece, (ma bisognerebbe avere anche la formina dell'omino di pan di zenzero) dice questo:

Ingredienti per la glassa
200 g zucchero a velo
1 albume
coloranti alimentari

Una volta freddi decorarli a piacere con la glassa preparata in questo modo:
In una ciotola setacciare lo zucchero a velo. Da parte, sbattere un po' l'albume per renderlo meno viscoso in modo da poterlo dosare più facilmente. Aggiungerlo allo zucchero poco alla volta mescolando con un cucchiaio o una piccola frusta. Non aggiungere altro albume, finché il precedente non sia stato perfettamente assorbito, altrimenti sarà difficile regolare la consistenza della glassa. Fermarsi alla consistenza desiderata: per glassare un dolce occorrerà una glassa più fluida che per fare disegni. Colorare quindi con il colore desiderato. Se si usano i colori liquidi, potrà essere necessario aggiungere zucchero per riportare il composto alla consistenza voluta. Usare subito perché secca velocemente. Durante l'esecuzione della decorazione, coprire la ciotola con pellicola per evitare che la glassa solidifichi.

Dec. 18th, 2010

juju

Let it snow, let it snow, let it snow

Dopo la neve scesa ieri e sta notte, il paesaggio è diventato tutto bianco e la mia pianta di peperoncini mi sa che non ha retto al troppo freddo. Però il contrasto è molto natalizio.

Sep. 15th, 2010

photos

Photo - Day 365

Giorno 365 - Foto 365

Sep. 13th, 2010

photos

Photo - Day 364

Giorno 364 - Foto 364

Sep. 12th, 2010

photos

Photo - Day 363

Giorno 363 - Foto 363

Sep. 11th, 2010

photos

Photo - Day 362

Giorno 362 - Foto 362

Previous 10